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Mister dell’Oglio: creare una famiglia con una mentalità competitiva

Con mister Antonio dell’Oglio, guida di molte delle attuali Under 12 da tre anni, approfondiamo il percorso e il rapporto che si è creato con la rosa biancoscudata. Si raccontano i loro punti di forza e su cosa possono ancora migliorare. Chiudendo con i progetti per il futuro.

  • Che rapporto hai con la squadra?

Ho sempre cercato di farle crescere nel carattere. Il calcio aiuta ad esprimersi al meglio ed a lavorare bene di gruppo. Le ho sempre chiesto di non porsi mai dei limiti e di essere sicure dei propri mezzi. Come educatore devo creare un clima in cui gli errori non provocano giudizi ma sono occasioni di miglioramento.
Inoltre, ho lavorato molto su logica e tecnica. Le ragazze devono sapere qual è la decisione giusta da prendere, capendo in autonomia quale sia la migliore tra le scelte possibili.

  • Hai sempre avuto lo stesso gruppo?

No, ma diverse di loro le alleno da tre anni. Poi c’è qualcuna che ha iniziato questa stagione ed è cresciuta molto dal punto di vista tecnico, ma soprattutto mentale. In generale, cerco di aiutarle tutte, ma ciascuna deve saperci mettere determinazione, costanza ed impegno.         Come mister ho capito che bisogna sapersi comportare in modo specifico con ognuna di loro. Se mi ponessi con tutte allo stesso modo non mi ascolterebbero veramente.

Nel percorso ho provato a creare una famiglia che crescesse in maniera compatta dal punto di vista sportivo e di attaccamento alla maglia.

  • Cosa provi quando senti che qualcuna delle Under 12 viene chiamata a giocare l’ex-Danone Cup con l’Under 14 di mister Candiotto?

Mi fa solo che piacere se vedo questi risultati e posso solo che essere orgoglioso del lavoro fatto. Cerco sempre di trasmettere carica positiva e di stimolare la squadra in continuazione.

  • In chiusura, quali obiettivi avete da qui a fine stagione?

Fare quel passo in più che ancora non si è fatto. Ovvero superare il timore quando si affrontano ragazzi pari età maggiormente strutturati a livello fisico. Infine, far capire l’importanza dei risultati sportivi alle ragazze. Si può creare una squadra competitiva solo se tutte hanno atteggiamento e mentalità corretti.